Template Joomla scaricato da Joomlashow

Corriere della Sera, 25 Nov 2009

Personaggi 2 / «Fotografarsi aiuta a conoscersi meglio e a vincere la paura del nostro stesso viso»

Nuñez: «L' autoritratto? E' terapeutico»

La sfida «Oggi tutti hanno strumenti sofisticati e possono fare belle foto. L' arte dovrà trovare nuove strade»

 

Cristina Nuñez, qual è il ruolo della fotografia oggi? «Raccontare la verità». Catalana di Figueras ma milanese da anni, per Nuñez la fotografia è una missione, più che un lavoro. Ai detenuti ha insegnato le tecniche del ritratto, ai tossicodipendenti i segreti dello scatto. All' impegno nel sociale, unisce un sogno: l' autoritratto perfetto. Da anni lavora a questo progetto: l' autoritratto come opera d' arte compiuta? «No, è una ricerca continua. Ho cominciato a riflettere sulle potenzialità dell' autoritratto da una decina di anni. E sono convinta che sia molto di più di una tecnica. Guardarsi è imparare a conoscersi. Ma è imparare a guardarsi che è dura». L' autoritratto come terapia, dunque? «Esatto. Ecco perché dico che "fotografare è raccontare il vero". L' autoritratto permette di scandagliare aspetti di noi stessi che non conoscevamo. Sa che la stessa, apparentemente semplice, operazione di guardarsi allo specchio ci costa tanta fatica? Non ci osserviamo facilmente. Abbiamo paura del nostro viso. Dobbiamo vincerla». A «Fotografica 09» lei lascerà l' obbiettivo al soggetto. È vero? «In un certo senso. Alla galleria milanese Mc2 farò in modo che la gente si possa auto-ritrarre. Darò delle coordinate, ma a fare tutto sarà il pubblico. Perché a me piace che questo lavoro non resti circoscritto ai professionisti, ma diventi utile a tutti». Cosa che già succede con Flickr e Facebook... «Scusi, ma che male c' è? Perché io dovrei risentirmi e chiudermi nel mio "riccio" da professionista se la fotografia può diventare patrimonio comune? La fotografia insegna a stare bene, a conoscere se stessi. Se in tanti la utilizzano, ben venga. Tempo fa feci un lavoro con i detenuti di San Vittore. In molti nemmeno sapevano leggere, però quegli stessi hanno fatto fotografie meravigliose. È stato un grande giorno per me». Se però diventa «di tutti» la fotografia dovrà trovare nuova originalità. «Non lo possiamo stabilire, né io né lei. È inutile poi andare contro i dati di fatto. Che tutti oggi abbiano accessibilità a strumenti più sofisticati è una semplice verità. Che tutti siano in grado di fare belle foto è una verità. Sarà l' arte stessa a trovare nuove strade. L' importante è che tante persone scoprano nella fotografia uno specchio» Quale sarà allora il futuro ruolo del fotografo? «Continuerà a fare il suo lavoro tenendo però conto che il tema della condivisione dei saperi e dello stesso prodotto è ormai una realtà assodata. Come conferma lo stesso tema di Fotografica 09». R.Scor. RIPRODUZIONE RISERVATA

Scorranese Roberta

Pagina 41
(25 novembre 2009) - Corriere della Sera

 

View original article / vedi articolo originale